I tensiometri per cavi metallici e funi sono strumenti dedicati alla misura della tensione applicata a funi in acciaio, tiranti, stralli, cavi strutturali, sospensioni e ancoraggi. Sono utilizzati in cantieri civili e infrastrutture (verifiche di tiranti di ponti, controventature di tralicci, stralli di coperture in tensostruttura), in manutenzione di impianti industriali (sollevamento, gru, paranchi), in applicazioni navali (sartie, drizze), in costruzioni speciali (impianti a fune, teleferiche). Il controllo periodico della tensione è essenziale per garantire la sicurezza strutturale e per pianificare gli interventi di manutenzione.

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Tecnologie di misura
I principali metodi sono: a deflessione (con strumenti a tre rulli simili ai tensiometri per fili ma di grande portata, fino a centinaia di kN); a vibrazione (metodo sonico, utilizzato in particolare per stralli di ponti e cavi strutturali, in cui un accelerometro misura la frequenza naturale del cavo, legata alla tensione attraverso parametri di massa e lunghezza); a montaggio di celle di carico tra il cavo e l’ancoraggio (per misure permanenti di alta precisione su tiranti strutturali); a deformazione locale (con clip-on strain gauges applicati al cavo, per misure di alta precisione in tempo reale).
Tensiometri a deflessione
I tensiometri a deflessione per cavi sono robusti e portatili, con celle estensimetriche di alta portata (fino a 100-200 kN), classe di accuratezza tipica 1% F.S., display digitale, output dati. La struttura meccanica prevede due rulli laterali fissi e uno mobile collegato alla cella di carico, dimensionati per le funi metalliche (rulli in acciaio temprato di durezza adeguata). L’applicazione richiede di portare il tensiometro a contatto col cavo per la durata della misura, che è breve (alcuni secondi). Per cavi installati permanentemente lo strumento è facilmente trasportabile per controlli periodici lungo l’infrastruttura.
Metodo della vibrazione
Per stralli di ponti e cavi strutturali di lunghezza considerevole (decine o centinaia di metri), il metodo a vibrazione è particolarmente efficace: un accelerometro temporaneamente fissato al cavo registra la risposta a un’eccitazione (un colpo manuale, una scossa indotta dal traffico o dal vento); l’analisi spettrale del segnale identifica la frequenza naturale (o le prime armoniche), dalla quale si calcola la tensione conoscendo la massa lineare e la lunghezza efficace del cavo. Il metodo è non distruttivo, non richiede intervento sul cavo strutturale, e consente verifiche periodiche durante la vita dell’opera. Il software dedicato gestisce correzioni per rigidezza flessionale del cavo (importante per cavi strutturali ad alta tensione).
Applicazioni strutturali
Le applicazioni includono: monitoraggio di tiranti di ponti strallati (ponti di grande luce, tipo strutture a torre con stralli); verifica di tiranti post-tesi in opere in cemento armato precompresso; controllo di sospensioni di coperture tensostrutturali; verifiche di cavi di antenne, tralicci elettrici, di telecomunicazioni; monitoraggio di funi di gru e paranchi; verifica di ancoraggi geotecnici (chiodatura di pareti rocciose, ancoraggi di scarpate); controllo di funi in impianti di risalita (cabinovie, seggiovie, sciovie). Il monitoraggio continuo (con celle di carico permanenti) è una pratica adottata in opere ingegneristiche critiche.
Norme e taratura
Le procedure di prova di tensione di cavi sono richiamate da norme di settore: EN 1993-1-11 (Eurocodice per progetto di strutture in cavi tesi); EN 1996 (per le funi metalliche e i loro elementi); EN 12385 (terminologia e classificazione delle funi). La taratura dei tensiometri portatili a deflessione si esegue con celle di carico master tarate ISO 17025, in laboratori accreditati. I sistemi a vibrazione utilizzano accelerometri di alta classe tarati ISO 5347.
Criteri di scelta
La selezione dipende dal range di tensione richiesto (decine di N a centinaia di kN), dal diametro del cavo (per scegliere la geometria dei rulli o l’opportunità di metodi non-contact), dall’accessibilità del cavo (per metodi a contatto), dalla necessità di monitoraggio continuo vs misure periodiche, dalla disponibilità di software dedicati per analisi spettrale (per metodo vibrazione), dalle interfacce dati per archiviazione e analisi storica dei controlli.