La misura dell’umidità dell’aria e delle condizioni climatiche è un controllo trasversale a numerosi settori industriali, ambientali e di processo. La presenza di vapore acqueo nell’atmosfera influenza la qualità di processi produttivi, la conservazione di prodotti, l’efficienza degli impianti HVAC, la prevenzione di condense e muffe negli edifici, la qualità di applicazione di vernici e rivestimenti. Le tecnologie disponibili comprendono termoigrometri portatili, datalogger autonomi, trasmettitori industriali, igrometri a punto di rugiada e sistemi di monitoraggio remoto cloud-based.

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Sensori di umidità
I sensori di umidità relativa più diffusi sono quelli capacitivi a polimero, in cui un film igroscopico tra due elettrodi varia la propria capacità con l’assorbimento di vapore acqueo, con accuratezze tipiche del ±2% RH e tempi di risposta dell’ordine di secondi. I sensori resistivi sfruttano variazioni di conduttività di sali igroscopici. I sensori a punto di rugiada chilled-mirror utilizzano uno specchio raffreddato con cella Peltier e un sistema ottico per rilevare la formazione di condensa, fornendo riferimenti primari di altissima accuratezza (±0,2°C dewpoint). I sensori IR e a punto di rugiada elettrolitico coprono applicazioni industriali specifiche, come la misura in aria secca, gas e ambienti aggressivi.
Categorie di strumenti
La sezione raccoglie termoigrometri palmari portatili per misure combinate di temperatura e umidità relativa, datalogger di temperatura e umidità per monitoraggio in ambienti controllati e archivi, trasmettitori industriali RH/T e sonde per integrazione in impianti HVAC e processo, misuratori dedicati al punto di rugiada (dewpoint meter) per controllo condizioni climatiche prima e durante la verniciatura, strumenti DPM (Dew Point Meter) specializzati per i processi di rivestimento, sistemi di monitoraggio ambientale remoto e IoT cloud per archivio dati, alert e reportistica.
Applicazioni industriali
Le applicazioni includono il controllo climatico in industria farmaceutica (sale GMP, magazzini, ambienti di produzione), il monitoraggio di archivi storici, biblioteche e musei (UNI 10829 per beni culturali), la verifica di celle climatiche di laboratorio, il controllo HVAC in uffici, ospedali, data center, sale bianche, la verifica delle condizioni di verniciatura industriale (umidità relativa, temperatura superficie, punto di rugiada secondo ISO 8502-4), la conservazione di prodotti alimentari e farmaceutici lungo la filiera del freddo, il monitoraggio remoto di siti distribuiti, il controllo di umidità in serre, magazzini agricoli e silos. La diffusione di sensori IoT con trasmissione wireless ha reso possibile il monitoraggio continuo di centinaia di punti con costi e complessità ridotti.
Normative di riferimento
La misura di umidità nell’aria è regolata da OIML R121 (caratteristiche metrologiche degli igrometri), WMO Guide n.8 per applicazioni meteorologiche, UNI EN 17025 per i laboratori di calibrazione, ASTM E337 per il metodo psicrometrico. Per la verniciatura le condizioni ambientali devono essere verificate secondo ISO 8502-4 (punto di rugiada minimo 3°C sotto la temperatura superficie). In farmaceutica si applica il EU GMP Annex 1, ICH Q1A per stability testing, WHO TRS 961. La taratura degli igrometri si esegue con generatori di umidità a sale saturato, a temperatura di bagno o a divisore di portata, tarati ISO 17025.
Criteri di scelta e integrazione
La selezione dipende dal range di umidità (0-100% RH), dall’accuratezza richiesta (±1% RH per applicazioni critiche, ±3% per uso generale), dalla necessità di datalogging, dalla connettività (USB, Modbus, Bluetooth, LoRaWAN, NB-IoT) e dalla tipologia di installazione (portatile, fisso, a parete, immersione). Le pagine figlie sviluppano ciascuna categoria con i parametri tecnici e i campi applicativi tipici.