I monitor di qualità dell’aria interna (IAQ – Indoor Air Quality) sono strumenti per la misura simultanea di molteplici parametri ambientali che caratterizzano la qualità del clima e dell’aria di spazi chiusi (uffici, scuole, ospedali, asili, palestre, ristoranti, abitazioni). Una buona qualità dell’aria interna è fondamentale per la salute degli occupanti, per la produttività lavorativa, per il comfort percepito, e per la conformità a normative di benessere. I parametri monitorati tipicamente includono: CO2 (ventilazione), COV totali (qualità dell’aria), particolato PM2,5 e PM10 (inquinamento), formaldeide (HCHO), temperatura, umidità, pressione barometrica.

Vuoi un aiuto nella scelta del prodotto ?
CO2 e ventilazione
La CO2 emessa dalla respirazione umana è l’indicatore più semplice e affidabile della qualità della ventilazione di un ambiente: in assenza di ventilazione adeguata, la CO2 si accumula raggiungendo valori che indicano insufficiente ricambio d’aria. I valori di riferimento sono: aria esterna 400-450 ppm; ambiente ben ventilato < 800 ppm; ambiente con ventilazione adeguata 800-1000 ppm; soglia di attenzione 1000-1500 ppm (calo di concentrazione cognitiva, sonnolenza); soglia critica > 1500-2000 ppm (sintomi di affaticamento, cefalee). I sensori NDIR per CO2 sono stabili e accurati, con range tipico 0-5000 ppm.
COV e contaminanti chimici
I Composti Organici Volatili (COV o VOC) derivano da materiali edili, vernici, mobili, prodotti per pulizia, profumatori, attività industriali e di laboratorio. Si misurano con sensori PID (Photo Ionization Detector) per COV totali, con range tipico 0-10.000 ppb (parti per miliardo). Specifici contaminanti come la formaldeide (rilasciata da pannelli di MDF, mobili economici) si misurano con sensori dedicati. Le soglie di riferimento WHO e ISO 16000-2 sono: TVOC < 300 µg/m³ (eccellente), 300-1000 µg/m³ (buono), > 3000 µg/m³ (scarso). Per la formaldeide il limite WHO è 0,1 mg/m³ (= 80 ppb).
Particolato (PM)
Il particolato sospeso (PM – Particulate Matter) è classificato per dimensione: PM10 (particelle < 10 µm, frazione respirabile), PM2,5 (< 2,5 µm, frazione tracheo-bronchiale), PM1 (< 1 µm, polmonare profonda – più dannosa). I sensori laser per IAQ utilizzano principio di laser scattering: un fascio laser attraversa il flusso d’aria e le particelle diffondono la luce in misura proporzionale alla loro dimensione; un fotorilevatore conta gli impulsi e classifica le particelle per dimensione. I limiti di legge ambientali (OMS, EU AAQD) sono: PM10 25 µg/m³ media giornaliera; PM2,5 15 µg/m³ media annuale (linea guida WHO 2021, più stringente di 5 µg/m³).
Applicazioni
Le applicazioni IAQ si sono molto diffuse dopo la pandemia COVID-19: monitoraggio di scuole, asili, università (con visualizzazione live della CO2 per gestione della ventilazione naturale); uffici (per comfort e produttività dei lavoratori – WELL Building Standard); ospedali e cliniche (per sicurezza dei pazienti); residenze (per benessere abitativo, con sistemi smart-home integrati); industria farmaceutica e laboratori (per ambienti controllati); audit energetici (controllo IAQ in correlazione con consumi); certificazioni di benessere ambientale (LEED, BREEAM, WELL).
Integrazione e display
I monitor IAQ moderni offrono display grafici a colori, integrazione con smartphone via Bluetooth/WiFi, dashboard cloud per visualizzazione di flotte di sensori distribuiti, allarmi configurabili, integrazione con sistemi BMS per attivazione automatica della ventilazione meccanica in funzione dei valori misurati. I modelli professionali sono certificati metrologicamente con accuratezza dichiarata per ogni parametro; i modelli consumer offrono indicazioni qualitative (semaforo rosso/verde) per uso informativo non scientifico. La conformità a norme di settore (ISO 16000) garantisce la confrontabilità delle misure.