I dinamometri digitali e analogici (force gauge) sono strumenti per la misura di forze di trazione e compressione in un’ampia gamma di applicazioni industriali, di controllo qualità, ricerca e sviluppo. Coprono campi di misura da pochi centinewton (per applicazioni di micro-forza) fino a diversi kilonewton, con accuratezze tipiche dello 0,1-0,3% del fondo scala. La versatilità deriva dalla disponibilità di numerosi accessori (uncini, piattelli, ganci, pinze, mandrini) intercambiabili sulla testa di misura, che permettono di adattare lo strumento a una grande varietà di prove. Sono insostituibili per controlli di qualità rapidi, prove ergonomiche, verifiche di tenuta meccanica, prove di trazione e compressione preliminari.

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Tipologie
I dinamometri analogici utilizzano una molla calibrata o un sistema di pesi-leva con quadrante meccanico graduato; sono robusti, indipendenti da batterie, adatti a uso intensivo in officina ma con accuratezza limitata (1-3% F.S.) e funzionalità limitate. I dinamometri digitali integrano una cella di carico estensimetrica con elettronica di amplificazione, display LCD con risoluzione tipicamente di 1/10000 del fondo scala, funzioni avanzate (picco, media, statistiche, soglie GO/NOGO, output dati USB/Bluetooth, registrazione di curve forza-tempo), memoria di centinaia di valori, software PC dedicato. Esistono modelli con cella interna o con sensore esterno (per applicazioni speciali, alte forze, integrazioni custom).
Caratteristiche tecniche
I range tipici sono 5, 10, 20, 50, 100, 200, 500 N, 1, 2, 5, 10 kN. L’accuratezza è ±0,1-0,3% F.S. per i modelli digitali professionali. La frequenza di acquisizione raggiunge 1000-5000 Hz per modelli con datalogger interno, permettendo l’analisi di curve forza-tempo per prove dinamiche. Le funzioni di picco (peak hold) registrano automaticamente il valore massimo raggiunto, fondamentale per prove di rottura o di pull-off. I display orientabili facilitano l’uso in posizioni diverse. La batteria ricaricabile garantisce autonomia di diverse ore.
Applicazioni
I dinamometri trovano applicazione in: controllo qualità di molle (verifica della costante elastica), prove di crimpatura su terminali elettrici, misura di forze di chiusura/apertura di tappi e capsule, prove ergonomiche su pulsanti, leve, maniglie, controllo di tenacità di carta e tessuti (con accessori dedicati), prove di trazione su cavi, fili, fasce elastiche, controllo di forze di estrazione di componenti incollati o pressati, prove preliminari per definire range di lavoro di macchine universali, manutenzione predittiva di componenti elasto-meccanici, prove industriali su prodotti finiti.
Norme di calibrazione
La calibrazione dei dinamometri segue ISO 376 (calibrazione di forza per macchine universali, applicabile anche a dinamometri di alta gamma) o normative dedicate ai produttori. La taratura periodica si esegue su banco di calibrazione con masse certificate o trasduttore master tarato ISO 17025, ogni 6-12 mesi a seconda dell’intensità di utilizzo. La verifica di linearità si esegue su 5-10 punti del campo, con calcolo dell’errore relativo. I certificati di taratura ISO 17025 sono richiesti per applicazioni di controllo qualità con tracciabilità formale.
Criteri di scelta
La selezione del dinamometro corretto considera: il range di forza necessario (la cella opera al meglio tra 10% e 90% del F.S.), la direzione della forza (trazione, compressione, entrambe), l’accuratezza richiesta, la frequenza di acquisizione per prove dinamiche, le interfacce di output e integrazione software, gli accessori dedicati per l’applicazione, l’autonomia della batteria e la portabilità. Per laboratori che eseguono molte prove ripetitive è raccomandato l’utilizzo del dinamometro su un banco di prova manuale o motorizzato per garantire la corretta direzione di applicazione del carico.