Gli umidimetri per biomassa, fieno, paglia, cippato e pellet sono strumenti dedicati al settore bioenergetico per la misura del contenuto di umidità di combustibili solidi di origine vegetale. Il contenuto di umidità influenza direttamente il potere calorifico utile del combustibile (umidità alta = potere calorifico ridotto, perché l’acqua deve evaporare prima della combustione), la stabilità di stoccaggio (biomassa troppo umida fermenta e produce gas tossici, oltre a perdite di sostanza), il rendimento di caldaie e impianti termici alimentati a biomassa. Sono utilizzati nella commercializzazione di legna, pellet, cippato, nelle centrali termiche a biomassa, nelle stalle e fattorie per fieno e paglia, nei termovalorizzatori.

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Tecnologie di misura
Le tecnologie utilizzate sono: umidimetri capacitivi a piastra per cippato e biomassa sfusa (cella di misura riempita con il materiale, misura della costante dielettrica); umidimetri a puntali lunghi per balle di fieno e paglia (con lance fino a 50-100 cm di lunghezza inserite nella balla per misurare l’umidità al cuore); umidimetri a microonde per misure non distruttive su flussi di materiale in movimento; bilance termogravimetriche per metodo gravimetrico di riferimento. I range di umidità tipici sono molto ampi: 5-15% per pellet di qualità, 15-60% per cippato verde, 10-25% per fieno e paglia, fino a 80% per legna fresca appena tagliata.
Umidimetri per pellet
I pellet di legno per applicazioni domestiche (stufe, caldaie) sono normati per qualità ENplus (ENplus A1, A2, B): l’umidità deve essere ≤ 10% per la classe A1 (qualità premium per stufe), ≤ 10% per A2 (residenziale), ≤ 12% per B (industriale). Gli umidimetri dedicati ai pellet hanno cella di misura di geometria specifica, con database di taratura per pellet di varie origini (faggio, abete, pino, conifere miste, fonti agricole). Le accuratezze tipiche sono ±0,5-1% sul contenuto di umidità. Sono utilizzati nella produzione di pellet (controllo qualità del prodotto finale), nei distributori (controllo accettazione di forniture), nei consumatori finali (verifica della qualità del prodotto acquistato).
Cippato per centrali termiche
Il cippato di legna (woodchips) è il combustibile principale di molte centrali termiche a biomassa di media-grande potenza, di teleriscaldamenti rurali, di cogenerazione. Il commercio di cippato avviene in genere a peso secco equivalente: l’umidità influisce significativamente sul prezzo. Per la conservazione il cippato non deve superare il 30-35% di umidità per stoccaggi prolungati (oltre causa fermentazione, autocombustione, perdita di sostanza secca). Gli umidimetri portatili e da banco sono utilizzati per controllo accettazione (con campionamento secondo norme), per verifica periodica delle scorte, per ottimizzazione del processo di asciugatura naturale (in stoccaggio aperto, l’umidità decresce nel tempo per evaporazione naturale).
Fieno e paglia per zootecnia
Per fieno e paglia destinati ad alimentazione zootecnica o lettiera, il controllo dell’umidità è critico per la conservabilità: fieno con umidità > 17-20% nel core della balla rischia fermentazioni indesiderate (anaerobiche), perdite nutrizionali, formazione di muffe pericolose per il bestiame, e in casi estremi auto-combustione delle balle stoccate in fienile. Gli umidimetri a puntale lungo permettono la misura al cuore della balla senza necessità di romperla. Sono utilizzati da agricoltori, ispettori dell’agricoltura, controlli sanitari sulle stalle. La norma EN ISO 18133 disciplina la misura dell’umidità di biomassa solida.
Potere calorifico e umidità
Il potere calorifico inferiore (PCI) della biomassa è strettamente correlato all’umidità: legno secco al 0% di umidità ha PCI di circa 18 MJ/kg; al 20% di umidità il PCI scende a circa 14 MJ/kg; al 50% di umidità il PCI è di soli 7-8 MJ/kg, perché la combustione consuma calore per evaporare l’acqua. Per impianti di cogenerazione a biomassa, l’umidità del combustibile è una specifica tecnica fondamentale: variazioni dell’umidità modificano il rendimento del processo e richiedono regolazioni del sistema (eccesso d’aria, profilo di combustione). I sistemi avanzati integrano sensori di umidità in continuo sull’alimentazione dell’impianto.
Norme di riferimento
Le norme principali sono: EN ISO 18134 (umidità in biocombustibili solidi – metodo gravimetrico di riferimento, parti 1, 2, 3 per applicazioni diverse); EN ISO 17225 (specifiche tecniche per biocombustibili solidi); EN ISO 14780 (preparazione di campioni); ENplus (certificazione europea pellet, gestita da AIEL in Italia). Per gli strumenti commerciali si applicano i criteri di tarabilità in laboratorio accreditato ISO 17025. La verifica periodica con confronto al metodo gravimetrico è raccomandata.
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